Sul ponte sventola bandiera bianca

E alla fine, dopo 2 anni, ho fatto da solo. Da maggio è disponibile il mio nuovo libro “Anima Nuda 2 (senza titolo e non)” Sul Ponte Sventola Bandiera Bianca. Sul Ponte Sventola Bandiera Bianca! No, non è un omaggio a Franco Battiato ma semplicemente un prendere atto della situazione. Dopo due mesi dalla mia richiesta di collaborazione per il “nuovo libro” non ho avuto alcun riscontro se non di un paio di persone. Probabilmente, anzi sicuramente, sarò stato poco incisivo io o non son riuscito a spiegarmi bene oppure semplicemente la proposta non interessa; in ogni caso il risultato è lo stesso… nessuna o meglio poche risposte. QUINDI? Quindi semplicemente mi si presentano 2 possibilità: RINUNCIARE PROSEGUIRE AUTONOMAMENTE Dato che non sono un tipo che rinuncia facilmente, molto probabilmente l’opzione scelta sarà la seconda… ma con tempi, modi tutti da verificare… Dovrò anche ripensare all’idea di “condividere” tutto… la mia era un’idea per, appunto, condividere il come fare per autoprodursi un libro (magari a costo zero), che strumenti usare, che passi seguire… Se mai pubblicherò questo libro per me sarà il quarto (oltre ad un quinto – per beneficenza – di cui ho seguito tutte le fasi) e… so già cosa e come farlo… Ora lascio sventolare la bandiera… prima o poi qualcuno o qualcosa mi farà prigioniero. E alla fine, dopo 2 anni, ho fatto da solo. Da maggio è disponibile il mio nuovo libro “Anima Nuda 2 (senza titolo e non)”
Appello

Chiedo cortesemente a chiunque abbia letto Fotografie di Pensieri e non l’abbia ancora fatta a pubblicare una propria recensione sul sito dell’editore a questo indirizzo “http://ww7.photocity.it/Vetrina/DettaglioOpera.aspx?versione=7761&formato=6539“. (stessa cosa si puo’ fare per Haiku a questo indirizzo http://ww7.photocity.it/Vetrina/DettaglioOpera.aspx?versione=15146 – ma in questo caso ne servono molte di piu’ di 6) Al momento ho 5 recensioni, se dovessi superare le 11 avrei pubblcita’ nei libri piu’ recensiti. Grazie Brazir
Presentazione del libro Haiku

PARROCCHIA S. MARIA LIBERATRICE MILANO Salone parrocchiale GXIII Via Cuore Immacolato di Maria 20141 Milano ———————————————– Sabato 03 Dicembre ore 17.00 Domenica 04 Dicembre ore 11.15 Presentazione del libro Haiku di Brazir – F. Bombelli “Personalmente amo molto “giocare” con le parole, c’è un fascino, un potere in esse che trascende da quello che è il mero significato… accostate fra loro assumono sfumature inusuali, offrono visioni altre, come giustamente dice Brazir possono divenire flash, aprire visioni diverse. L’haiku è uno dei modi in cui si può “giocare”, non è certo un gioco semplice, molte regole rischiano di ingabbiare il pensiero, la libera espressione delle proprie sensazioni e riuscire in sole 17 sillabe ad esprimere un’emozione è un’impresa che non fa per me, non ci riuscirei mai. L’haiku richiede stilisticamente una buona, per non dire di più, capacità di sintesi ma richiede in primo luogo, per essere composto, la capacità di guardare oltre, di vedere al di là delle convenzioni, di sentire col cuore prima che conla mente. Ho letto sprazzi del cuore di Brazir in questi haiku” – Prof. Claudia Poli. ———————————————– “Anche io voglio sostenere nel mio piccolo la ristrutturazione dell’oratorio. Ho raccolto in questo libricino gli Haiku gia’ pubblicati in Fotografie di Pensieri (2008) aggiungendone alcuni scritti nei 2 anni successivi. Il costo di Haiku e’ di 8 Euro + s.s. e per ogni copia venduta circa 3 euro verranno da me donati all’iniziativa. Avevo un sogno nel cuore ed e’ diventato Fotografie di Pensieri, ora vorrei che il mio sogno (o parte di esso) possa aiutare a realizzare il sogno di tanti cuori, presenti e futuri” – Brazir F. Bombelli Contestualmente verrà proposta anche una Personale di Matteo Colombini Seguira’ rinfresco. Vi Aspettiamo Numerosi Scarica la locandina dell’evento!
Un piccolo aiuto

Come ogni tanto capita sono a scrivervi per avere da voi “un piccolo aiuto”. Qualche post addietro vi avevo avvisati che ora i miei libri sono editi da photocity; orbene, nel cambiamento ho notato che ora si possono inserire le recensioni. Sono quindi a chiedere a tutti quelli che hanno letto FdP e Haiku di scrivere una recensione sul sito dell’editore, mentre chiedo a tutti quelli che ancora non li hanno letti di ordinalrli e… recensirli :-). Grazie!
Vissi

Vissi in quell’attimo, tra lampo e tuono; del buio, prima della notte, del silenzio prima del vagito: un momento sospeso nell’infinito tempo.
Dubbio

Ho perso giorni e notti aspettando sbocciasse un fiore, che mai vidi, perchè tenevo gli occhi chiusi ed ora che li ho aperti, non ne sento il profumo. Mentre scende la notte mi chiedo se domani mi sveglierò per viverlo, per sognarlo di nuovo o per dimenticarlo.
Il mio nuovo “mezzo” libro: Haiku

Anche io voglio sostenere nel mio piccolo la ristrutturazione dell’oratorio della parrocchia che frequento. Al momento e’ stata completata ma non ancora finita di pagare la ristruttirazione della sala polifunzionale (ex cinemateatro) GXXII. Ma i sogni sono “grandi” e per finire “tutto il progetto” mancano ancora da rifare i campi sportivi e l’abbattimento e ricostruzione della palazzina dell’oratorio. Inutile snocciolare qui le cifre. Posso invece dirvi cosa ho pensato di fare per aiutare la raccolta fondi, anzi… ve lo faccio vedere: Ho raccolto in questo “libricino” gli Haiku gia’ pubblicati in Fotografie di Pensieri aggiungendone alcuni altri scritti nei 2 anni dall’uscita di F.d.P. Il costo di ogni libro è di 8 Euro + spese di spedizione. per ogni vendita circa 3 euro verranno donate all’iniziativa. Avevo un sogno nel cuore ed è diventato Fotogradie di Pensieri, ora vorrei che il mio sogno(o parte di esso) possa aiutare a realizzare il sogno di tanti cuori, presenti e futuri. Per ordinare il libro, cliccare sulla copertina o cliccare —>QUI<—- Chiedo cortesemente a chi acquisterà il libro “solo” per questa finalità di avvisarmi via mail in modo da poter avere un conteggio aggiornato. Grazie
Tre Chiodi
Inverno

Usando la finestra come tela, abbozzo un arcobaleno, foglie, fiori, cielo azzurro e nuvole. Copro agli occhi, all’anima il grigio dell’inverno, finche’ non apro i battenti ed il freddo riavvolge la vita.
Sono su scherzi a Parte?

Ore 7.50 esco di casa per andare a ritirare motorino che ho fatto sistemare. Piove ma non tanto. Sono 15 min a piedi, tanto l’appuntamento e’ alle 8.20 – 8.30. Ore 8.45 non e’ ancora arrivato nessuno… Ore 8.50 Arriva il meccanico (si era addormentato) che mi consegna il motorino (50 euro) e un sacco dove aveva riposto tutta la roba che avevo nel sottosella e che devo rimettere a posto. Mi “racconta” cosa ha fatto dicendomi che il problema dovrebbe essere risolto anche se con lui non l’ha fatto. Prendo il motorino e trafelato mi lancio (e lo lancio) per andar in ufficio. Non passano 2 KM che… il motorino torna a tentare di spegnersi quando giro a fondo il gas. Mah – penso – magari e’ freddo, proviamo ad andare avanti… Nulla, il problema non e’ risolto. Decido di portarlo indietro. A fatica (devo andare al minimo) raggiungo l’officina, mi spiego e rispiego il problema e chiamo mio padre per sapere se puo’ portarmi in ufficio, mi dice ok. Vado a lui incontro ma … non arriva nessuno. Telefonando, scopro che ha deciso di uscire anche mia mamma e di venire con 2 macchine per lasciarmene una. Poco male, meglio per me, solo che nell’uscire per lasciarmi la macchina (accesa, in folle e col freno a mano tirato) mia mamma chiude la portiera centralizzata, morale? Macchina accesa ma chiusa. …Ritornano a casa a prendere le altre chiavi, mentre io attendo sempre sotto l’acqua. Tornano dopo mezz’ora buona (hanno trovato incidente) e finalmente riesco a muovermi. Arrivo in ufficio, chiamo loro a casa per sapere se tutto e’ ok ma non c’e’ nessuno… Chiamo sul cell: Sono stati fermati dai vigili per un controllo. Hanno fermato mio padre, che e’ l’unico essere al mondo che rispetta i 50 KM in citta’, manco le pantegane ormai vanno cosi’ piano! Va beh… su dai…ditemelo, DOVE SONO LE TELECAMERE? […continua…???]
Fantasmi
Tornano come ectoplasmi o giovani e vecchi ricordi. Ricalcando orme, scovando e cercando d’allontanarti da cio’ che pensano esser loro. C’e’ chi li cerca, chi crede in loro, chi e’ pronto a giurare d’aver visto una luce, o una lucciola. Ed io? Io, immodestamente, non credo ai fantasmi.
Evitarsi
Facce contro diversi muri, per non incontrar gli sguardi: ignorati i segnali, inutili i messaggi. Orgoglio o pregiudizio, incomprensibile incomprensione, assenza di voglia di quel necessario chiarimento, mentre un muro di ghiaccio separa anime fino a poco fa amiche.
Incendio

Di colpo un raggio di sole brucia le foglie ancora appese ai rami. S’accende d’incanto un incendio di colori: attimi, prima che il grigio ripennelli l’autunno
Dietro ai vetri

Occhi ovattati da nebbia osservano oltre il grigio. Rumori indistinti protetti da spessi vetri raccontano freneticamente una vita che non m’appartiene. Rastrello il mio giardino, perdendomi nelle sue righe: esistenze linearmente complicate
Anima – Damiano Fiorella

Anima, anima, anima Anima, anima, anima ci vuole chi ti vuole, ti duole, ci vuole chi ti vuole, ti duole, ci vuole Anima, anima, anima Anima, anima, anima ci vuole chi ti vuole, ti duole, ci vuole chi ti vuole, ti duole, ci vuole lacrima, l’anima, lacrime lacrima, l’anima, lacrime ci vuole chi ti vuole, ti duole, ci vuole chi ti vuole, ti duole, ci vuole lacrima, l’anima, lacrime lacrima, l’anima, lacrime ci vuole più calore, ti duole, ci vuole più calore, ti duole, ci vuole prendimi l’anima, prendila prendimi l’anima, prendila ci vuole più rumore, ci vuole, ci vuole più rumore, ci vuole, ci vuole prendimi l’anima, prendila prendimi l’anima, prendila ci vuole più rumore ci vuole ci vuole più rumore ci vuole ci vuole Più contatto ci vuole più tatto ci vuole più petto ci vuole più rispetto ci vuole contatto ci vuole più tatto ci vuole più petto ci vuole più rispetto Prendi chi ti vuole chi ti duole rendi Prendi chi ti vuole chi ti duole rendi Prendi chi ti vuole chi ti duole rendi Anima, anima, anima Anima, anima, anima ci vuole chi ti vuole, ti duole, ci vuole chi ti vuole, ti duole, ci vuole lacrima, l’anima, lacrime lacrima, l’anima, lacrime ci vuole più calore, ti duole, ci vuole più calore, ti duole, ci vuole prendimi l’anima, prendila prendimi l’anima, prendila ci vuole più rumore ci vuole, ci vuole più rumore ci vuole, ci vuole Più contatto ci vuole più tatto ci vuole più petto ci vuole più rispetto ci vuole contatto ci vuole più tatto ci vuole più petto ci vuole più rispetto ci vuole contatto ci vuole più tatto ci vuole più petto ci vuole più rispetto ci vuole Prendi chi ti vuole chi ti duole rendi Prendi chi ti vuole chi ti duole rendi Prendi chi ti vuole chi ti duole rendi Anima, anima anima Anima, anima, anima ci vuole Anima, anima anima Anima, anima, anima Anima, anima anima Anima, anima, anima Ricordare il dolore bisogna, ricordare l’amore. Questa canzone doveva essere il sottofondo del minisito di Fotografie di Pensieri. La versione e’ un po’ diversa preferivo quella piu’ “soft”, pero’ la trovo molto “vicina” ad alcuni miei pensieri…. Prendi chi ti vuole, chi ti duole rendi… Ricordare il dolore bisogna, ricordare l’amore.
La tua danza

Vestiti d’orientali veli e balla alla luce d’una candela svelando il tuo corpo e il tuo ardore. Profumami col tuo odore, danzando sul mio petto, lasciandomi addosso la tua rugiada. Baciami con labbra di fuoco e cuore innocente, fino a impedirmi di dire no. Non posso non amarti, mentre, togliendomi il fiato, mi doni quell’ossigeno chiamato passione.
santi moderni

Non vi son più santi in paradiso, son tutti in terra. Uomini perfetti giudicano e sentenziano in un’ anticipata apocalisse, trasmessa a reti unificate. Doni, talenti e capacità quali segni distintivi. Finchè l’argentea scure oscurerà il cielo e, come boomerang, colpirà chi il male ha vomitato in orecchie pronte a cibarsi d’inutili parole, lasciando ai corvi un succulento banchetto
Il viaggio continua
Ho letto nei tuoi occhi chiusi, percependo la tua anima. Ho capito prim’ancora di te, cio’ che dovevi dirmi. Ho sorriso e allargato le braccia, per donarti ancora la mia spalla. Ti tengo stretta, accarezzandoti i capelli, sapendo che, il viaggio continua.
Stamani

Mi sono accorto, semplicemente, di essere vivo.
Me ne vado

Pensavo d’esser tra signori e vedo solo umili quaqqaraqquà muoversi in fila verso una direzione tracciata d’altri. Alzo il cappello, m’inchino e me ne vado, dove la mente è ancora libera, e la bocca pulita.
Libero

Io, il mare, la mia vela. Il sole, il volo di un gabbiano: sono libero. 08/87
Volo controvento

Non crescero’ per scender ad un livello che non sento mio. Prendo il volo, controvento, seguendo la scia dell’estate che mi porta lontano da un luogo non luogo che non ho compreso, che non mi ha compreso. Parole senz’anima abbondano, portandomi all’indigestione: rinuncio ad esser complice d’un infantile gioco.
Assurdo comportamento

Bussi alla mia porta a notte fonda quando ormai ho chiuso, chiedendo attenzione che non voglio ne posso dare. Eppure dalle tue labbra non esce saluto mentre sotto il sole, incrociamo il cammino. Assurdo comportamento! Ancora una volta non apriro’
Ore 10.40
A quell’ora sono stato contattato da una persona con cui non sono in rapporti "chiari". Sto aspettando delle risposte a dubbi mai sciolti.Non ho nulla da rimproverarmi e sono tranquillo, come si suol dire cammino a testa alta. Ma torniamo al discorso principale.Dicevo che vengo contattato e mi dice che oggi alle 13 sarebbe stata dalle mie parti e se potevamo inontrarci cosi’ da consegnarle il mio libro. Ho rifiutato. Primo perche’ non giro solitamente con copie di Fotografie di Pensieri nella borsa, secondo perche’ non posso prendere e mollare il lavoro senza preavviso o quasi ed infine perche’ non "capisco" il motivo dell’incontro se non ci si e’ chiariti (o almeno cosi’ e’ per me). Sapete tutti e se non lo sapete lo dico e ridico ora quanto tenga a FdP. Sapete o potete immaginare cosa voglia dire per me sapere che un’altra copia e’ vissuta e apprezzata, ma gia’ una volta sono stato accusato di "mantenere una amicizia" per poter vendere "2 copie del mio libro", quindi ora…preferisco limitare il mio "volo", ma non cadere nello stesso errore. E con questo… penso che non raggiungero’ mai il primo traguardo che mi ero posto per il libro…. pero’ posso sempre dire di averci provato.
Tango

Passo di danza, scivolato e calmo. Occhi negli occhi, intreccio di gambe, di corpi. Amplesso su note sincopate: “pensiero triste che si balla”. Pochi minuti: una storia d’amore e non e’ solo una rosa tra le labbra.
Non sarò io a cercarti

Mi ritroverai, quando non avrai paure. Nessuna promessa, nessun impegno, nessuna parola senza motivo; mattoni crudi e malta di fango, fondamenta d’un rapporto mai iniziato e infinito. Se mi cercherai sarò sull’erba umida, guardando le stelle.
Dolce risveglio
Gocce di rugiada, su un letto sfatto d’amore. 07/09/2009
Non sparirò

Hai ritrovato la tua vita, ti sento di nuovo serena. Seguirò il tuo nuovo incedere con la benevolenza di chi ora sa che vuoi essere seguita ma non accompagnata, sorretta ma non sospinta, incoraggiata, ma non spronata. Non sparirò, non sparirai, semplicemente cambieremo l’incedere, d’attiguo a parallelo. 07/09/2009
Amore Solitario

T’ho vista, nuda, perduta nei tuoi pensieri, mentre t’amavi. Mani vogliose incarnavano altre mani, portandoti a sospiri e gemiti perduti nella notte. Chi mai sarà, l’uomo che tanto ti fece vibrare solo al pensiero? In un tempo ormai dilatato, ora dormi serena, con ancora una mano tra le cosce.
Il mio no
Quando il fiscalismo si traduce d’ottusità, e la parvenza supera il contenuto decretando il giusto attraverso stupide regole, giunge il tempo dell’addio. Non mi adeguo, vedendo ipocrisia, non mi inchino a superiorità nascoste. Come Bertoldo saluterò, uscendo di scena, mostrando le terga rattoppate e doloranti.
Orizzonte?

Dove finisce l’orizzonte? Dove ti porta lo sguardo, o dove ti porta il pensiero? Lascia scorrere la mente verso linee lontane, dove il limite è il tuo limite, dove il sogno è realtà, e la realtà fantasia. Sposta il tuo sguardo oltre quel cielo per riscoprirti uomo.
Non ho scordato.
Non ho scordato il tuo sorriso, il bagliore dei tuoi occhi. la tua dolcezza e le tue dolci carezze all’anima. Non ho scordato la tua dolce voce i tuoi rossori, la tua timidezza e le tue lacrime. T’ho persa per ritrovarti, per riperderti di nuovo, nella speranza di poterti ancora almeno sfiorare, alla luce d’un raggio di sole.
Quando ti perdero’ di nuovo
Non riusciva a smetter di pensarci. Le era impossibile. D’altronde Raffaella era cosi’, ha sempre dovuto focalizzare e arrivare al cuore del problema, prima di poter andare avanti. Erano passati anni ma pensava ancora a lui, cosi’ vicino cosi’ distante. Lui che l’ha delusa, lui che non ha mai saputo aspettarla anche se accettava i suoi silenzi, le sue sparizioni e riapparizioni. Ora era cambiata e le cose erano cambiate, pero’…. un tarlo continuava a tormentarla. Raffaella pensava e scriveva pensieri su un foglio di carta, disegnando con le parole un grande punto interrogativo. Perche’ nonostante tutto ha continuato a pensarlo e a cercarlo? Per la sicurezza che le donava? Per la forza che sapeva trasmetterle? Per quello scintillio che solo lei vedeva nei suoi occhi? Forse semplicemetne perche’ gli voleva bene, quel bene che puo’ andare oltre il tempo e lo spazio, l’uomo e la donna, quel bene senza condizione, senza se e senza ma, quel bene che si puo’ chiamare amore nel significato piu’ puro del termine. Pensava tutte queste cose e sul foglio si susseguivano parole, mare e monti, soli e nuvole, punti di domanda e punti esclamativi. Prima di strappare e gettare il foglio nel fuoco scrisse ancora poche parole, parole che le rimasero marchiate nell’anima: “T’ho perso e non ancora trovato, eppure son qui a pensare a cosa faro’ nel momento in cui ti perdero’ di nuovo”.
Che ne sarà di noi?

Saremo foglie concimanti la terra, o gabbiani liberi in cielo? Fili intrecciati della stessa corda, o parole perdute nel vento? Grani immobili della stessa clessidera, o sole e luna nello stesso cielo, costretti a sfiorarsi senza mai abbracciarsi? Tengo le tue mani tra le mie, e t’accarezzo il volto, per un attimo che ha il sapore d’eterno. Non so che sarà di noi, ma so cosa sei stata, sei e sarai per me: personale raggio di sole, illuminante la mia via, riscaldante l’anima.
Consapevole
Non basta piu’ il quieto sopravvivere. Sguardi assenti e vuote parole riempiono stanze di pacifiche esistenze. Tornare a piangere dal ridere e ridere dal piangere, recuperare quella luce negli occhi che sapevi donarmi. T’ho persa per poterti ritrovare; accetando le mie colpe e il tuo giudizio, torno a sognare.
Immobile

Nel mio silenzio mille mute parole che non sentirai. Incapace a reagire continuerai cercando inutili appigli, rivolgendoti a chi non potra’ aiutarti intercedendo. Non recupereari il terreno perso restando immobile e, come annunciato, tutto sara’ inutile ricordo
Sera d’estate
Riconosco profumo di sale e limoni. Scruto il cielo a trovar la mia stella, mentre mi inebrio della tranquillita’ d’un vecchio salice. Volano pensieri assieme alla brezza; m’abbandono ad un suono lontanto. S’accendono il faro e le lucciole: respiro col mondo, rinasco col morir del sole.
Io
Ci sono volte che e’ meglio essere nudi che vestirsi di falso perbenismo. Ed e’ cosi’ che sono oggi. Nudo, per quello che sono, senza paura e senza vergogna. Troppe parole a volte sono dette e date al vento. Stanco del sentitio del e dei “forse credo che” allargo le braccia e dico colpitemi, se volete colpirmi, internatemi se volete interarmi oppure fatemi compagnia… Oggi mi e’ stato detto… “quello sei tu” e chi dovrei essere, un altro? Quello che vogliono “gli altri”? Ligabue – Sulla mia Stada C’è chi mi vuole come vuole un po’ più santo più criminale e un po’ più nuovo un po’ più uguale mi vuole come vuole c’è chi mi vuole per cliente chi non mi vuole mai per niente e c’è chi vuole le mie scuse che ciò che sono l’ha offeso di un po’: te come ti vogliono? di un po’ tu come ti vuoi? tu come ti vuoi? sono vivo abbastanza sono vivo abbastanza per di qua comunque vada sempre sulla mia strada c’è chi mi vuole più me stesso e più profondo, più maledetto e bravo padre e bravo a letto c’è chi mi vuole perfetto di un po’: te come ti vogliono? di un po’ tu come ti vuoi? tu come ti vuoi? sono vivo abbastanza sono vivo abbastanza per di qua comunque vada sempre sulla mia strada di un po’: te come ti vogliono? di un po’ tu come ti vuoi? tu come ti vuoi? sono vivo abbastanza sono vivo abbastanza per di qua comunque vada sempre sulla mia strada di un po’: te come ti vogliono? di un po’ tu come ti vuoi? tu come ti vuoi? sono vivo abbastanza sono vivo abbastanza per di qua comunque vada sempre sulla mia strada Son diventato “cattivo” ed “egoista” porbabilmente non ho piu’ voglia di “farmi il fegato marcio”… prendere o lasciare, senza rancore.. Tolgo la maschera (03/01/2006) Ed ora che consciamente tolgo la maschera dal viso, potrete vedere il mostro che in realtà sono. Io, giocoliere di parole, cerco solo approvazione, gloria e fama! Non fuggite allo sguardo… i miei occhi sono sempre gli stessi, sono solo le parole che ora non ammaliano più e trafiggono l’anima. Ah, stupidi e stolti, non capite? Io vi ho usato e vi sto ancora usando! Fino a quando? Finché non toglierò anche questa maschera e mi ripresenterò con il mio vero volto quello di ieri! (da Fotografie di Pensieri )
Occhi al cielo
Occhi bassi a non incontrare i miei, per paura, vergogna, timore o timidezza. Mare senza onde, cielo senza nuvole. fiore senza petali, penna senza inchiostro, cornice senza quadro piuma senza ali. In questa tersa notte alza la testa riscoprendoti stella, riprendi il pennello pitturando la tua vita, sorprendimi, sorprenditi, incrociando nuovi e vecchi sguardi, mutando la paura in coraggio e la sopravvivenza in vita.
Quando sara’ il momento

Vorrei lasciarti il calco dell’anima con le sue rughe crepe e tromenti. Vorrei lasciarti il rumore della mia voce. Vorrei lasciarti il soffio di una carezza, il calore di uno sguardo, il brivido di un abbraccio. Vorrei lasciarti quello che ero e che sono. Vorrei lasciarti un ricordo impresso nella mente delle onde infrante sugli scogli. Quando per noia, scelta, morte, vita, desiderio o casualita’, sara’ il momento, di prendere strade diverse, mi basterebbe solo lasciarti il sorriso che mi donasti all’inizio del cammino.
Disquisizioni sul mio tempo

Guardo il cielo, cercando stelle cadenti, accecandomi col sole: Tempo sprecato per i desideri. Nuoto controcorrente cercando d’arrivare ai miei luoghi natali. Tempo passato a riscoprire la vita. Mi bagno nella pioggia, lavante il sudore e l’amarezza, calpestando la terra umida. Tempo vissuto ad affondare radici. Osservo un faro lontano a segnare la via dei marinai ma non la mia. Tempo improvviso di nuove certezze Disarmato grido il mio nome al modo. Tempo voluto a ricordarmi chi sono.
Ti scattero’ una foto… si ma con che macchina

La fotografia dalla sua nascita ha subito una serie infinite di “trasformazioni”. Senza entrare troppo nei particolari vorrei sottolineare alcune differenze fondamentali per capire di cosa parleremo e del perche’ alcune cose saranno “impossibili”, anche se comunque e’ sempre meglio saperle. La prima e piu’ grande differenza oggi come oggi tra i vari tipi di macchine fotografiche e’ quella tra macchine “tradizionali” (a pellicola) e “digitali”, anche se, a mio avviso, la differnza principale dovrebbe rimanere sempre tra macchina fotografica compatta e reflex. La principale diversita’ tra macchina analogica e digitale e’ data dal supporto di “archiviazione” delle immagini stesse: rullino (bianco e nero, colori, infrarossi, per luce notturna o diurna etc etc) o supporto digitale (solitamente schede di memoria). In poche parole, il vantaggio consiste nell’ingombro sia delle macchine che dei “riusultati”, vi ricordate vero i raccoglitori delle diapositive (oltre che al proiettore), i vari album per le foto, l’antina dell’armadio o la scatola piena dei negativi? Ora si mette tutto su CD o DVD… e via. Ricordatevi pero’ che anche i cd e i dvd non sono eterni (vi conviene copiarli ogni 2 o 3 anni) e che per ogni foto e’ meglio avere una duplice copia…non si sa mai!. Passiamo ora alla differenza che secondo me e’ piu’ importante: macchina compatta o macchina reflex. Senza entrare in discorsi tecnici possiamo dire che con le reflex fotografi ESATTAMENTE quello che vedi nel mirino e esattamente nel momento in cui scatti. Questo perche’ tramite un gioco di specchi nel mirino (o nello schermo LCD per alcuni modelli) viene trasmesso esattametne quello che si vede nell’obiettivo. Una reflex e’ sicuramente piu’ pesante di una compatta ma ha dei vantaggi: Possibilita’ di intervenire manualmente su ogni aspetto della foto, possibilita’ di cambiare gli obiettivi (dal grandangolo per i paesaggi ai superzoom), la possibilita’ usare flash esterni e motori per le foto in sequenze/sportive… D’altro canto le compatte sono estremamente trasportabili, costano soltiamente molto meno, sono facili da usare e permettono di registrare anche filmati ormai quasi tutti con audio. Insomma, in parole povere se non si ha bisogno di fare foto con molta “interpretazione personale”, in condizioni di luce critica (notte, alba o tramonto), eventi o concerti, ma volete semplicemente avere qualche foto “ricordo” di persone care o delle vacanze una macchina compatta va benissimo, ma se in alternativa volete fare foto “particolari” (controluce, concerti, chiese, notte etc etc) rischierete solamente di avere foto “inutili”, nere o troppo luminose. Ah.. dimenticavo… piccolo suggerimento per chi fa le foto “mosse” con la digitale. Sappiate che dato che ogni foto deve essere rielaborata tramite dei software interni alla macchina, prima di muovere la macchina stessa conviene sempre aspettare che venga fatta vedere l’anteprima della foto, infatti come accennato prima la foto catturata non e’ esattamente quella di quando avete “scattato”.
Per sempre figlio

Crescerai, avrai la tua strada, la tua vita: primi pensieri quando ti portai al mio seno Ho seguito i tuoi passi con trepidante attesa: i primi barcollanti, poi man mano più decisi, poi quelli sui gradini della scuola, dei tuoi primi battiti al cuore…. quelli del tuo incedere: diventasti uomo, marito, padre… diventerai nonno eppure, per me resterai sempre figlio, da seguire, con lo sguardo, sognante e attento, di madre.
Pensieri di una madre

Ecco, ci risiamo, pensò Clara. E’ arrivato un altro weekend e sono ancora qui sola a guardare la finestra. Mio marito sono mesi che è all’estero per lavoro… orami è un matrimonio telematico e mio figlio? perchè ho un figlio? Si.. dal lun al ven mattina poi…è già tanto se si ricorda di mandarmi qualche sms. Eppure ormai è grande… Discorsi, parole, lotte. E’ un combattimento continuo. Vivo in una prigione dove le mio ore d’aria sono i minuti, il tempo di una sigaretta. Cuoca, cameriera, lavandaia, stiratrice, bancomat… sono solo questo? Inizio ad essere stanca, stanca di questi mulini a vento e il vento mi soffia in faccia. Mi piacerebbe prendermi anchio le mie libertà, libertà da madre… fregarmene…come fa lui… come fa l’altro. E’ passata la mezzanotte… non è più la “mia” festa…ma che avevo da festeggiare? Mi hanno fatto più festa i pesci quando ho dato loro “la pappa”… sembrava mi aspettassero…almeno loro. Sono stanca.. stanca.. stanca…stanca di combattere per amore. Già per amore…. combatto per amore…mi rassegno.. sotto questa luce non smetterò mai di combattere… Vado a letto ma non dormo… Una chiave nella porta… mi giro… giocando con una ciocca di capelli… mi addormento… L’ultimo pensiero? Mancano 5 giorni a venerdì… Buonanotte Clara… che sia una dolce notte. Continua a spargere i tuoi semi… ora stai vedendo solo quelli marciti, o non sbocciati… e non sai se e quando sarà il tempo del raccolto. Non smetterai di combattere… finchè avrai fiato e finchè ti batterà il cuore. Tenderai ancora la tua mano… e ti dimenticherai ancora di te…
Urlo
Inascoltato grido: gocce di pioggia nell’oceano.
Tre chiodi

Ho mentito, scordato, disprezzato: tre volte ti ho inchiodato alla croce. Ho vissuto di me, sprecato il tempo, ignorato: tre volte ti ho inchiodato alla croce. Ho urlato, gridato, insultato tre volte ti ho inchiodato alla croce. Mi son dimenticato di te, t’ho rinnegato, tradito: tre volte ti ho inchiodato alla croce. Quanti chiodi piantati nel legno, insanguinandomi le mani, le vesti, l’anima. Sporco e indifeso ho chiesto perdono, mentre morivi anche per me, che ancora oggi, umanamente continuo ad inchiodarti alla croce.
Il giusto nome.

Acqua chiara scorre nelle vene, mi nutro di ogni lacrima di vita, d’ogni riflesso del sole. Mi sento parte dell’orizzonte, sospeso tra mare e cielo respiro. T’amo perché non chiedi nulla, chiamami col giusto nome e ti risponderò.
In una lacrima
Riflesso, in una tua lontana lacrima, trovo il mio spirito d’eterno bambino, in un corpo di uomo. Scopro fili d’argento ad unire incompatibilmente cuori compatibili, mentre abbracciando l’aria sento il tuo profumo. Carne, sogno, corpi, odori, pensieri, immagini: Cuore, stomaco e cervello. Riflesso in una tua lontana lacrima, trovo il mio spirito, che, abbandonandosi ancora, ancora vive.
Anche questo è amore

Due corpi nudi distesi al sole dell’orizzonte, il mio petto sulla tua schiena; abbraccio la tua vita, mentre il tuo respiro si confonde col mio, sospriando al mare che ci bacia i piedi, facendoci sentire parte di esso, come lui lo e’ di noi. Addormentati alla luna, attendiamo l’alba: anche questo e’ amore.
Come estranei

Nubi basse nell’anima, nebbia nel cuore. Ho sognato il sole riscaldare i nostri corpi nudi e sudati, dopo quest’amplesso di parole inutili, mentre cio’ che ci ha unito, ci porta lontani. Come estranei, non viviamo l’attimo, soffocando la scintilla dell’eterno amore
Tempo sprecato

Non c’e’ piu’ spazio per parole e per fatti. Lontana, terribilmente lontana odo la tua inutile voce che ancora m’implora. Tempo sprecato a far cio che non volevo ed ora che pur ragione ti colse son troppo stanco per sorridere e rallegrarmi. Non ho piu’ fame di te, ora voglio solo vivere.
Ad un passo dal sogno

Mi fermai li, sull’ultimo gradino. Mi mancò la forza o la spensieratezza di spingermi oltre, o di farmi tirare. Ho giocato le mie carte, torno indietro da signore. Non ho perso, son rimasto semplicemente me stesso: spirito libero, cantore di cuore, poeta nella mia quotidianità.
Perdifiato sgonfierei

Perdifiato sgonfierei questa bolla d’aria che mi opprime. Liberare il corpo e la mente, sentirmi libero d’essere me stesso. Forse rinuncerei al volo, o forse solo allora potrei spiegare le ali: a volte serve una spinta, per ricordarsi di saper volare.
Albero

Lascio cadere le foglie. Vado spoglio, incontro all’inverno. Non devo essere coperto, resto tronco e radici: l’essenziale, per rifiorire.
Resistenza

Giorno grigio. giorno di pioggia e vento, a spazzare l’anima. Freddo, fuori, gelo dentro. Arbusto nell’uragano, affondo nelle radici per diventare tronco. Resisto, per sopravvivere.
Who am I?
Anima vagante, alla ricerca di domande e risposte: un fanciullo divenuto uomo, un uomo divenuto marito e padre, un padre che vuole tornare fanciullo, per essere ancora anima vagante alla ricerca di domande e risposte.
Rispetto

Porta rispetto! Quante volte abbiamo sentito queste parole…Rispetto per gli insegnanti, per i genitori, per il datore di lavoro, per gli amici, per le donne in stato interessante, per gli anziani… Ma il rispetto va dato a TUTTI, indistintamente. O almeno andrebbe dato a tutti. Io rispetto chi ho davanti in quanto UOMO (Essere vivente) e non per quello che “rappresenta”. Se davanti a me non ho un UOMO…. allora potrebbe venire meno anche il rispetto. Non porti rispetto perchè ho davanti una persiona anziana, una mamma, una donna o una figura religiosa, al massimo posso avere più accortezza nei loro confronti, più attenzione, più riguardo. Mi deve portare rispetto perchè sono più anziano, perchè sono donna, perchè sono madre, perchè sono “qualcuno”.E che ci azzecca? Se sei una persona cafona, insulsa, arrogante, che rispetto ti devo? Dimostrami che meriti rispetto per quello che sei…. non per quello che “il mondo” vuole che tu sia.
Non sono poeta.

Non sono poeta, eppure gioco con le parole, imbrattando righi. Non sono poeta, non rispetto regole, rime e dettami, eppure lascio le mie impronte. Non sono poeta, vate o scrittore, non mi sento tale, Mi arrabbato mischiando concetti che m’attraversano la mente. Pensieri impressi su fogli, come polaroid dell’anima, no, non sono poeta.
Stasi

Ali imbrattate di catrame, m’impediscono il volo. Vago sugli scogli, a cercare rifugio. Solo, tra desiderio e imposssibilita’, tendo il collo a rimirare oltre il precipizio. Vorrei imparare ad esser struzzo o pinguino, ma mi perdo a sognare il vento.
Dicono del Libro Fotografie di Pensieri

Siamo sempre alla ricerca di un senso della vita, capire perché siamo al mondo, cosa dobbiamo fare, come dobbiamo comportarci. È l’interrogativo che ancora una volta si pone anche l’autore di queste poesie, queste “fotografie di pensieri”. Sono riflessioni sulla vita, la morte, le persone vicine e lontane, il quotidiano, quello che si cerca e quello che si trova. Sempre alla ricerca del nuovo se stesso, in costante mutazione. Tenta di affermare con le parole quello che gli brucia i pensieri, ma la definizione giusta sfugge sempre, perché le parole, per quanto precise restano imperfette per esprimere il tumulto interiore. La soluzione lui la trova negli affetti familiari, in quel che lui era ieri, bambino. L’infanzia assume i contorni di una terra mitica, in cui tutto era possibile e permesso. C’è questa voglia di liberarsi di incombenze e problemi, affidandosi all’inconsapevolezza dei primi anni di vita. Parla di morte, senza paura, per poter affermare a gran voce la vita. Poi ancora la solitudine, il dialogo amoroso, il desiderio, la rabbia, la curiosità. Sbircia di soppiatto gli altri, o li guarda apertamente in faccia per cercare risposte ai suoi interrogativi. Racconta i suoi “frammenti di vita condivisa”. Ogni pagina di poesia propone un diverso sguardo sulla realtà che ci circonda. Ci vuol far vedere il bicchiere mezzo pieno, ci invita a vivere intensamente e serenamente, godendo delle piccole meraviglie quotidiane. Usa un linguaggio semplice, immagini quotidiane, niente giri arzigogolati ed esperienze stravaganti. I suoi testi sono lo specchio del vivere di una persona comune che potremmo incontrare per la strada, andando a far la spesa, in coda alla posta, sul treno. Nell’ultima parte del libro si trova un assaggio di altre forme narrative: gli Haiku giapponesi e i racconti brevi. É un altro modo di usare le parole per ribadire gli stessi concetti. Gli Haiku esprimono in modo più schietto e diretto la meraviglia per il quotidiano, mentre i racconti continuano a porre, incessantemente, la domanda: cosa cerchiamo? Una scrittura leggera che regala spunti per riflettere. Recensione di Marta Lavagnoli, del “Writer’s Dream“
Parole d’estate

Dimmi cosa ti hanno detto gli orizzonti e raccontato le onde. Spiegami i colori dell’alba e fammi rivivere i tramonti. Come brezza accarezzami il viso e sussurra alla mia anima ciò che sei, fino ad arrivar ad osservare le stelle, ritornando a sognare guardando un arcobaleno. 30/08/08
Ancora autunno.

Si colorano, di nuovo, i monti: fuoco. Torna l’autunno: Spezzo i rami secchi, lascio cadere ancora le foglie che il vento porterà lontano dagli occhi e dall’anima.
Mostra

Son rimasto fuori dal tuo quadro, anche dalla cornice. Lontano dai giorni quando bastava il silenzio, osservo il dipinto come fosse storia, non piu’ la mia. 21/08/08
Cercami

Cercami in un raggio di sole, nelle onde del mare, nei fili d’erba. Cercami nel vento, nelle nuvole, nel silenzio. Sarò dove non mi vedi, sarò dove non mi pensi. Leggeri battiti d’ali di farfalla. Cercami nelle parole, nei suoni, nei colori. Cercami nell’arcobaleno, cercami nella pioggia, cercami nella luna. E se tutto sarà buio, cercami semplicemente nel tuo coure