In una lacrima

Riflesso, in una tua lontana lacrima, trovo il mio spirito d’eterno bambino, in un corpo di uomo. Scopro fili d’argento ad unire incompatibilmente cuori compatibili, mentre abbracciando l’aria sento il tuo profumo. Carne, sogno, corpi, odori, pensieri, immagini: Cuore, stomaco e cervello. Riflesso in una tua lontana lacrima, trovo il mio spirito, che, abbandonandosi ancora, ancora vive.

Io sono quello

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Io sono quello che non e’ un buon amico, che pretendo la luna, che razzolo male. Io sono quello che pianta il coltello nella schiena, che si nasconde dietro le parole, che sa far male. Io sono quello che non tende la mano, che tira un cazzotto, che giudica e condanna. Io sono tutto questo, o il suo contrario, o tant’altro ancora… Io sono quello che sono, che vivo, che sento. Amami o odiami. disprezzami o lodami, non m’importa, io sono e resto io.

Anche questo è amore

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Due corpi nudi distesi al sole dell’orizzonte, il mio petto sulla tua schiena; abbraccio la tua vita, mentre il tuo respiro si confonde col mio, sospriando al mare che ci bacia i piedi, facendoci sentire parte di esso, come lui lo e’ di noi. Addormentati alla luna, attendiamo l’alba: anche questo e’ amore.

Come estranei

News 760984

Nubi basse nell’anima, nebbia nel cuore. Ho sognato il sole riscaldare i nostri corpi nudi e sudati, dopo quest’amplesso di parole inutili, mentre cio’ che ci ha unito, ci porta lontani. Come estranei, non viviamo l’attimo, soffocando la scintilla dell’eterno amore

Tempo sprecato

News 760984

Non c’e’ piu’ spazio per parole e per fatti. Lontana, terribilmente lontana odo la tua inutile voce che ancora m’implora. Tempo sprecato a far cio che non volevo ed ora che pur ragione ti colse son troppo stanco per sorridere e rallegrarmi. Non ho piu’ fame di te, ora voglio solo vivere.

Ad un passo dal sogno

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Mi fermai li, sull’ultimo gradino. Mi mancò la forza o la spensieratezza di spingermi oltre, o di farmi tirare. Ho giocato le mie carte, torno indietro da signore. Non ho perso, son rimasto semplicemente me stesso: spirito libero, cantore di cuore, poeta nella mia quotidianità.

Perdifiato sgonfierei

News 760984

Perdifiato sgonfierei questa bolla d’aria che mi opprime. Liberare il corpo e la mente, sentirmi libero d’essere me stesso. Forse rinuncerei al volo, o forse solo allora potrei spiegare le ali: a volte serve  una spinta, per ricordarsi di saper volare.

Albero

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Lascio cadere le foglie. Vado spoglio, incontro all’inverno. Non devo essere coperto, resto tronco e radici: l’essenziale, per rifiorire.

Resistenza

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Giorno grigio. giorno di pioggia e vento, a spazzare l’anima. Freddo, fuori, gelo dentro. Arbusto nell’uragano, affondo nelle radici per diventare tronco. Resisto, per sopravvivere.

Who am I?

Anima vagante, alla ricerca di domande e risposte: un fanciullo divenuto uomo, un uomo divenuto marito e padre, un padre che vuole tornare fanciullo, per essere ancora anima vagante alla ricerca di domande e risposte.

Non sono poeta.

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Non sono poeta, eppure gioco con le parole, imbrattando righi. Non sono poeta, non rispetto regole, rime e dettami, eppure lascio le mie impronte. Non sono poeta, vate o scrittore, non mi sento tale, Mi arrabbato mischiando concetti che m’attraversano la mente. Pensieri impressi su fogli, come polaroid dell’anima, no, non sono poeta.

Fantasmi Metropolitani

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Li incontro tutti i giorni, ai soliti posti ai soliti angoli. Camminano trascinandosi dietro una valigia di sogni perduti, occasioni buttate, coincidenze mancate. Li ho visti in aeroporto aspettare voli che non partono mai, sdraiati sulle poltroncine per tirare mattina, sulle panchine delle stazioni a guardare il tabellone delle partenze e degli arrivi, vagare sui mezzi pubblici cercando calore, raccogliere cicche di sigarette per fumarsi un po’ di tempo, cercare giornarli per coprirsi e qualche avanzo dai cestini. Uomini e donne a cui è passata la voglia anche di parlare, raccontarsi. A volte ti chiedono un caffè o una sigaretta, senza mai guardarti negli occhi, senza mai sentirsi uguali, ma anche loro hanno una dignità, non ti chiedono mai soldi o favori. Sanno di vivere a margine, sui marciapiedi o semplicemente un’altra vita, a volte cercata e voluta, a volte costretta. Carrelli pieni di ciò che resta dei loro ricordi o di quello che serve per vivere. Vivere… Se questo è vivere. A guardarli mi torna in mente la poesia se questo è un uomo di P. Levi. Si, sono uomini, persi nei loro pensieri, nelle loro storie. Amano, sognano, ridono, piangonono. Ci comunicano quello che sono anche solo tramite i loro occhi, attendendo qualcuno che tenda una mano. Fantasmi metropolitani, ad accompagnarmi nella notte…

A volte basta una spinta per accorgersi di saper volare.

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A volte basta una spinta per accorgersi di saper volare, siamo troppo abituati a guardare la terra e i nostri piedi e non siamo più capaci di perderci nel cielo. Gabbiani con le ali rattrappite, fenici incapaci di rinascere dalle ceneri. Abbiamo perso l’abitudine al volo, anche col pensiero, ci si stanno rattrappendo le ali e le idee.Viviamo senza sapere più rischiare, osare, sfidare, lanciarsi, scoprire. Non sappiamo più nemmeno guardare le stelle e cercare la nostra stella polare che ci possa indicare la via. Restiamo con le chiappe appoggiate al terreno e siamo anche capaci di lamentarci che e’ freddo. Ammiriamo e additiamo chi anche solo per poco prova a spingersi oltre, a sollevarsi; anche solo chi e’ in piedi ci pare un gigante. Strisciamo come vermi alla ricerca di umidità, evitando la luce del sole. Non ho piu’ voglia di fare parte di questo mondo sociale, non mi sento piu’ conforme. Voglio aprire ancora le mie ali, perdermi nelle correnti e sentirmi ancora Jonathan Livingston perdendomi nell’infinito tra cielo e mare, voglio ancora emozionarmi per una rosa e lasciare il ricordo del colore del grano a qualcuno, voglio trovare di nuovo la mia fanta imperatrice e darle il nome che serbo nel cuore, voglio ancora inseguire una tartaruga e recuperare il mio tempo, voglio abbandonare il paese dei balocchi e staccare i fili che fanno muovere questi miei arti di legno, nuotare nella terra e camminare sulle acque, passare attraverso i muri, buttare il cuore oltre l’ostacolo, innamorarmi di una principessa e sconfiggere il drago. Spinto oltre il precipizio, ho allargato le ali e mi son accorto di saper volare. M’innalzo sopra le teste di chi non alza gli occhi a guardare, restando chino, perso nel  mondo materiale: soldi, apparire, successo. Depositerei su di loro guano, se non fosse sprecato. Grazie a te, viandante nella nebbia, per quella spinta anche se  e’ più lontano, ora l’orizzonte ha trovato un nome: esistere.

Dicono del Libro Fotografie di Pensieri

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Siamo sempre alla ricerca di un senso della vita, capire perché siamo al mondo, cosa dobbiamo fare, come dobbiamo comportarci. È l’interrogativo che ancora una volta si pone anche l’autore di queste poesie, queste “fotografie di pensieri”. Sono riflessioni sulla vita, la morte, le persone vicine e lontane, il quotidiano, quello che si cerca e quello che si trova. Sempre alla ricerca del nuovo se stesso, in costante mutazione. Tenta di affermare con le parole quello che gli brucia i pensieri, ma la definizione giusta sfugge sempre, perché le parole, per quanto precise restano imperfette per esprimere il tumulto interiore. La soluzione lui la trova negli affetti familiari, in quel che lui era ieri, bambino. L’infanzia assume i contorni di una terra mitica, in cui tutto era possibile e permesso. C’è questa voglia di liberarsi di incombenze e problemi, affidandosi all’inconsapevolezza dei primi anni di vita. Parla di morte, senza paura, per poter affermare a gran voce la vita. Poi ancora la solitudine, il dialogo amoroso, il desiderio, la rabbia, la curiosità. Sbircia di soppiatto gli altri, o li guarda apertamente in faccia per cercare risposte ai suoi interrogativi. Racconta i suoi “frammenti di vita condivisa”. Ogni pagina di poesia propone un diverso sguardo sulla realtà che ci circonda. Ci vuol far vedere il bicchiere mezzo pieno, ci invita a vivere intensamente e serenamente, godendo delle piccole meraviglie quotidiane. Usa un linguaggio semplice, immagini quotidiane, niente giri arzigogolati ed esperienze stravaganti. I suoi testi sono lo specchio del vivere di una persona comune che potremmo incontrare per la strada, andando a far la spesa, in coda alla posta, sul treno. Nell’ultima parte del libro si trova un assaggio di altre forme narrative: gli Haiku giapponesi e i racconti brevi. É un altro modo di usare le parole per ribadire gli stessi concetti. Gli Haiku esprimono in modo più schietto e diretto la meraviglia per il quotidiano, mentre i racconti continuano a porre, incessantemente, la domanda: cosa cerchiamo? Una scrittura leggera che regala spunti per riflettere. Recensione di Marta Lavagnoli, del “Writer’s Dream“

Mostra

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Son rimasto fuori dal tuo quadro, anche dalla cornice. Lontano dai giorni quando bastava il silenzio, osservo il dipinto come fosse storia, non piu’ la mia. 21/08/08

Sogno d’estate.

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Notte senza luna, a disegnar figure, con le stelle. Limpido il cielo senza nuvole, milioni di occhi nei miei. Sorrido di un sogno realizzato, mentre attendo la prossima stella cadente. Ora e’ tempo di rincominciare a sognare. 18/08/08

Prendimi, di nuovo.

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Prendimi ancora l’anima, sconvolgila, sorprendila, trasformala. Fammi ancora perdere il fiato, la ragione, portami a riscoprire luoghi dimenticati e a conoscerne altri solo sognati. Stravolgimi, ogni istante, ogni momento, perche’ finche’ avro’ fiato, io te lo chiedero’ di nuovo.

Tabellone AP

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Seduto alla stazione della vita, osservo il tabellone, degli arrivi e partenze. Anime sfiorano anime, vite incrociano vite. Ricerco quello sguardo ormai perduto per sentirmi a casa.

Vuoto a perdere

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Solo ora che m’illumina il sole, t’accorgi che sono come non mi vuoi. Marinaio senza barca, pittore senza tela, articolo scontato al discount della vita. Pozzo senza fine di sgangherate conclusioni, marchio registrato d’un prodotto scaduto. Fermo a bordo strada, finito di bere, porto incisa sull’anima la mia condanna: vuoto a perdere.

Trance

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Sfiorar la seta delle spalle e poi scendere sui seni da baciare. Accarezzare la lunga e dritta schiena, soppesando i carnosi glutei. Allargare le tue bianche cosce per baciar le gocce di rugiada del tuo essere donna. Unione carnale di anime e sangue, gridiamo il dolore raggiungendo un delirante nirvana.

Mi stai perdendo

Sutterlin 4984882

Mi stai perdendo, nell’alba del mattino, nel vento della sera. Mi stai perdendo, nel battito del cuore, nello scorrere di una lacrima. Mi stai perdendo, nel sottile e continuo gioco del cercarsi, dell’innamorarsi. Mi stai perdendo, anche ora che ti grido la mia paura. Mi stai perdendo….. E la voce ormai e’ flebile sussurro

Orme

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Ho lasciato orme sulla sabbia, cancellate dalla marea. Ho lasciato orme sulla neve, cancellate da altre orme. Ho lasciato orme sulla terra, cancellate dal vento. Ho lasciato orme, leggere o pesanti, di corsa e tranquille. Non mi importa se son state cancellate, non mi importa se ora non ci son più. Lascerò ancora orme, per sentirmi ancora liberamente vivo.

Fantasmi

Water 1828865

Compaiono, con frasi, battute…. mai dirette… mai "decise".Persone lontane nel tempo e nello spazio forse hanno ancora da dire.Ancora una volta mi sento di dire che io sono qui! Non mi sono mai nascosto, non ho mai lasciato "angoli segreti"…mi son sempre messo in piazza, per quello che sono… Eppure ancora compaiono Fantasmi….. e allora vado a ripescare nei ricordi… e negli scritti….   Ci ignoriamo Ci ignoriamo! Quasi per gioco… quasi per scherzo. Viviamo oramai in questa pace armata, Anche se provo a non invaderti, a non parlarti, a non sentirti, sento che tu stai provando a rubarmi: gli spazi, gli amici, il mio essere. Smettila di lanciare frecce spuntate, se devi attaccare fallo direttamente, non usare metafore, o parole ambigue… Sono stanco, deluso, arrabbiato…. vorrei cercare di reagire ma… Ma forse è meglio che continuiamo ad ignorarci. 11/12/05 … e allora… dimenticatemi… oppure non nascondetevi…. non restate Fantasmi ma siate almeno coerenti! E per tutti quelli che non sono fantasmi… scusate lo sfogo!

Cosi’ ti sento

Sutterlin 4984882

Tristezza e desiderio, paura e decisione. Vita in equilibrio, tra essere e volere, scovo impronte lasciate sull’acqua da esili mani. Brucia l’anima: alba riflessa negli occhi.    

Cercami

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Cercami in un raggio di sole, nelle onde del mare, nei fili d’erba. Cercami nel vento, nelle nuvole, nel silenzio. Sarò dove non mi vedi, sarò dove non mi pensi. Leggeri battiti d’ali di farfalla. Cercami nelle parole, nei suoni, nei colori. Cercami nell’arcobaleno, cercami nella pioggia, cercami nella luna. E se tutto sarà buio, cercami semplicemente nel tuo coure